RITUALE

SVOLGIMENTO DEI RITUALI STREGONESCHI

Che tipo di rituale praticavano le presunte streghe di Rocchetta? Nessuna pozione con occhi di rospo e veleno di serpente, nessun calderone bollente, nessuna formula magica – come l’immaginario collettivo farebbe supporre. Le due donne usavano solo una tazza d’acqua (“una tazza de terra piena d’acqua”) e qualche chicco di grano.
Con l’aiuto delle preghiere – quelle fondamentali della cristianità, “il Pater e l’ Ave Maria” – sono  in grado di capire se la persona sulla quale eseguono il rito è colpita o meno da malocchio. Perché proprio il malocchio? Perché in un periodo in cui la medicina è ancora agli albori e non esistono gli antinfiammatori o gli analgesici è istintivo assegnare la colpa di un dolore o una malattia a una forza esterna e sconosciuta: l’incantesimo o il malocchio, appunto.

Non è forse vero che, dall’alba dei tempi, gli uomini hanno cercato di spiegare con la fantasia ciò che la mente non riusciva – ancora – a comprendere? E perché proprio il grano e la tazza di acqua? Perché il chicco di grano, gettato in una tazza d’acqua, ha buone probabilità di “fare l’occhio”. La presunta strega, presa una tazza contenente acqua, gettava qualche chicco di grano nell’acqua stessa. Il grano, colpendo l’acqua, in base a come viene lasciato cadere, può incorporare o meno dell’aria nella caduta. Una volta nell’acqua, l’aria spinta verso il basso nell’impatto con la superficie, forma una bollicina che resta attaccata al chicco sul fondo della tazza. L’aspetto ricorda un occhio (il grano ovoidale) e la pupilla (la bollicina). La comparsa di una o più bolle era sintomo di malocchio (mal-occhio, cioè dell’esser stati “guardati male” da qualcuno che aveva, così, lanciato una maledizione). E cosa restava da fare dopo la diagnosi? Pregare e chiedere l’intercessione e l’aiuto di Dio.

Le streghe di Rocchetta, pertanto, non sono le streghe col naso adunco che volano su un manico di scopa e lanciano incantesimi. Sono “streghe” che suggeriscono rimedi – tant’è che nelle fonti del processo tenutosi a Rocchetta si fa brevemente menzione anche di altre pratiche, come i bagni nell’aceto (presumibilmente disinfettanti e calmanti), l’ungersi con l’olio di una lanterna (perché, si sa, olio di lucerna ogni mal governa) e, ancora una volta, il pregare.

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